Il Sacro Vuoto da dove nascono le Idee

 Da dove nascono le idee? Come artista vivo correndo dietro all’ ispirazione, danzando con idee, forme e colori, so che ci sono momenti di grande ricchezza, attimi lunghi o brevi in cui lavorerei dimenticando di mangiare e dormire dall’abbondanza che mi viene incontro (Naturalmente vengo richiamata all’ordine dai famigliari). Il fiume scorre e io ci nuoto dentro, tra acque trasparenti, gorgoglianti, è il fiume che mi travolge. So anche che ci sono momenti di silenzio, di aridità, a volte mesi interi in cui non ho ispirazioni per forme e colori. Mentre vivo la bonaccia di una totale assenza di idee, mi vengono incontro dubbi, paure, fanno parte della fase che io chiamo: della morte, contrapposta e integrante rispetto alla fase feconda della vita artistica. Paradossalmente è proprio nei mesi del silenzio che si generano le idee, mentre nei mesi della creazione di raccoglie, la creazione è parte del risultato di una fase  di assenza e vuoto vissuta serenamente. Nel ritmo naturale tra queste due apparenti polarità vivo e genero la mia produzione artistica. Il concetto di Vuoto sacro, la non mente zen, è duro da digerire per l’uomo che discende da Ulisse, e vive la cieca fiducia nell’azione, nel dio del Fare, collega del dio del Noau. Culturalmente fare significa impegnarsi, avere buona volontà, se abbiamo bisogno di strumenti ce li procuriamo, se abbiamo bisogno di nozioni compriamo immediatamente un libro o, ci iscriviamo ad un corso, per un evento ci prepariamo, corriamo, e nel fare troviamo un valore fondativo e totalizzante. Ma sulla lunga distanza succede qualcosa, lo stress inizia a consumare e la spinta creativa viene meno, si reciclano parole, idee, immagini, sia professionalmente sia in ambito privato. Nel mio lavoro ho come assistente prediletta una ragazzina, la Noia, sempre attenta, mi salva dalla ripetizione, dall’indurimento e così lavoriamo in sintonia. Riusciamo a switchiare dalla fase della vita alla fase della morte, dalla fase del silenzio alla fase del rumore, dal pieno al vuoto. La Noia mi aiuta molto, la ascolto e facciamo grandi corse, è assolutamente insofferente. Il mio lavoro come consulente e insegnante ha una ricetta semplice, rallentare, distruggere, portare nel vuoto attraverso l’arte. Rallentare il corpo e la mente, distruggere la montagna di idee vecchie bacucche e pregiudizi ramuffi e accompagnare sulla soglia del Sacro Vuoto, da cui tutto si genera e a cui tutto torna. E’ un’esperienza da vivere, non ci sono parole per descriverla. Posso però raccontare che chi è immerso in questo luogo sacro è costretto a spogliarsi di ciò che chiamo falsi ingombri, mentre mi osservo e osservo la classe al lavoro, vedo persone concentrate e rilassate, serene, tutte sporche di terra, persone che hanno lasciato fuori dalla porta l’immagine di sè, qualsiasi essa sia e hanno ricominciato a creare. Poi, a volte mi guardo intorno e vedo persone affamate, persone che copiano idee, saccheggiano, riciclano, non sanno di avere dentro questa possibilità, inesauribile, di creare idee proprie, fresche. Sì, richiede fatica restare nella polarità del vuoto/pieno, ma è l’unica strada che possa portare ad una corrente vitale in grado di autorigenerarsi.

manuelametra
manuelametra

Sono un’ Artista, vivo in Italia, il paese dell’ Arte e della Dolce Vita, sono specializzata in laboratori artistici. Aiuto le persone a incontrare il lato creativo dell’esistenza e aiuto imprenditori creativi e aziende a catturare l’armonia della vita attraverso le mie opere, con uno stile essenziale ed elegante. Lavoro con l’argilla anche negli Ospedali attraverso laboratori di arteterapia per bambini. Questo blog è la mia Insalata Artistica, piena di creatività, bellezza, gioia di vivere, passione e strumenti per menti creative.

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1 Comment

  1. 8 Agosto, 2013 / 13:13

    Funziona davvero. Il punto critico è non iniziare subito a fare quando iniziano a fluire le prime idee che nascono nel vuoto.

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