The reality as it is

“The wisdom of leaving things as they are and to see reality as it is, without changing it, or interpret it” is part of the Tibetan teachings. It seems paradoxical, yet …… instead of wanting to change, wanting to make a contribution, wanting to be perfect, wanting to give, wanting to do …… want a perfect family, to be a perfect wife, being a perfect leader ….There is a word much used and so dear to me, Metamorphoses, means transformation of form, but contains a profound mystery, interwoven with a law that is in us without being able to control it, not with the mind. Change in fact knows the dress you wear, on the surface, instead of the metamorphosis is deep, a transformation, a change of status, which follows laws arcane. When students in the studio, we start to work, with the earth, or the color, over time the body of work with art becomes a reality, there is in fact material. In “no time” of the lessons, not to time mean a state of mind, a prerequisite for any artistic process, look, look, I’m a witness. The center of my work is that, looking at things as they are, reality as it is without changing it nor interpret it. The student judges, catalogs and analyzes himself, often using criteria learned from the family, the community that surrounds it, mercilessly dissects their work, drawing up charts, nice, bad, better, worse, I am this, I am the one , I want this, I want that, art is this, this is not art ….. the most important part of the artistic work is to look at things as they are without changing them, without interpreting, without words, without preaching.

Living in the present of their work, in the here and now, in no time, in no mind..In this state of attentive Witness you learn to live with the contrast with the softness, with the error, with well-managed process, with what one has before. And I will say more, without defining it in words. My classes are in fact no speeches,  or definitions. I put myself in the absolute vacuum state, with live instruments, and observe what is. The student will learn in time to do the same. I am very pleased that my both the art world, a world in which the word is secondary, not essential. There are truths that can only be revealed through art, truth that would otherwise remain hidden. This is to reiterate that the job is done, is not that attaches a whirlwind of conclusions, interpretations, judgments, you are in silence, it is the quality of the artistic process, not in the mind. Observe consciously what you can off models, masks, the idea of ​​perfection, the idea of ​​the just, the beautiful …. stay with what it is, is a daily exercise, art is a wonderful tool because even unintentionally always it reveals who we are. The way we work with a surface, such as the color we use, how we build a sculpture, how much matter we use, tell us who we are, not who we want to be. Paradoxically, it is by looking at things as they are, to live in it in the beginning the metamorphosis. During the years of training, a critical part was this, knowing how to look at things as they are. My teachers have spent so much time for this (translation: we have done such a bunch), know how to observe ……. what do you see? What’s there? Not what you think, not what you want …. What? What is it? As is? Smooth, rough, thick, thin, heavy, light, observation, nothing other than observation.What is it? As a Zen koan.

“La saggezza di lasciare le cose come stanno e di vedere la realtà così com’è, senza cambiarla o interpretarla” fa parte degli insegnamenti Tibetani. Sembra un paradosso, eppure…… invece di voler cambiare, voler dare un contributo, voler essere perfetti, voler dare, voler fare……volere una famiglia perfetta, essere una moglie perfetta, essere un capo perfetto….C’è una parola poco usata e a me tanto cara, Metamorfosi, significa trasformazione di forma, ma contiene un mistero profondo, intrecciato ad una legge che ci abita senza che si possa controllarla, non con la mente. Cambiamento sa infatti di vestito che si indossa, in superficie, invece la metamorfosi è profonda, una trasformazione, un cambiamento di stato,  che segue leggi arcane. Quando vengono gli allievi in studio, iniziamo a lavorare, con la terra, o con il colore, nel tempo il corpus del lavoro con l’arte diviene una realtà, c’è materiale insomma. Nel non tempo” delle lezioni, per non tempo intendo uno stato di non mente, presupposto di qualsiasi processo artistico, osservo, guardo, sono un Testimone. Il centro  del mio lavoro è questo, guardare le cose come sono, la realtà così com’è senza cambiarla nè interpretarla. L’allievo giudica, cataloga e analizza se stesso, spesso utilizzando criteri appresi dalla famiglia, dalla collettività da cui è circondato, seziona senza pietà il proprio lavoro, stilando classifiche, bello, brutto, meglio, peggio, io sono questo, io sono quello, vorrei questo, vorrei quello, l’arte è questo, questa non è arte….. La parte più importante del lavoro artistico è  guardare le cose come sono senza cambiarle, senza interpretarle, senza parole, senza prediche.Vivere nel presente del proprio lavoro, nel qui e ora, nel non tempo, nella non mente..non c’ è altro.

In questo stato di Testimone attento si impara a vivere col contrasto, con la morbidezza, con l’errore, con il processo ben riuscito, con quello che si ha di fronte. E dirò di più, senza definirlo con le parole. Le mie lezioni sono infatti senza discorsi, senza catechizzazioni o definizioni. Io mi metto nello stato di vuoto assoluto, con strumenti viventi, e osservo quel che viene. L’allievo col tempo imparerà a fare lo stesso. Sono molto contenta che il mio sia il mondo dell’arte, un mondo in cui la parola è secondaria, non indispensabile. Ci sono verità che possono essere rivelate solo attraverso l’arte, verità che altrimenti resterebbero celate. Questo per ribadire che alla fine del lavoro, non è che si attacca una sarabanda di conclusioni, interpretazioni, giudizi, si sta nel silenzio, si sta nella qualità del processo artistico, nella non mente. Osservare con consapevolezza quel che è permette di togliere modelli, maschere, l’idea della perfezione, l’idea del giusto, del bello….stare con quello che è, è un esercizio quotidiano, l’arte è uno strumento magnifico perchè anche senza volerlo rivela sempre chi siamo. Il modo in cui lavoriamo una superficie, come usiamo il colore, come costruiamo una scultura, quanta materia usiamo, ci dicono chi siamo, e non chi vogliamo essere. Paradossalmente è dal guardare le cose come sono, nel viverci dentro che inizia la metamorfosi. Durante gli anni di formazione, una parte fondamentale è stata questa, saper guardare le cose come sono. I miei insegnanti hanno speso tanto tempo per questo (traduzione: ci hanno fatto un mazzo così), saper osservare…….cosa vedi? Cosa c’è lì? Non cosa pensi, non cosa vorresti…. cosa c’è? Cosa è? Come è? Liscio, ruvido, spesso, sottile, pesante, leggero, osservazione, solo e soltanto osservazione. Cosa è? Come un koan zen.

manuelametra

I am an Artist, located in Italy, the country of Art and Dolce Vita, I am specialized in art laboratories: ceramic and painting, helping people to meet the creative side of life, and helping creative entrepreneurs and companies with branding through my artworks with a dash of clean style to capture the harmony of life. I also work in Hospitals with ceramic therapy laboratory for children. This blog is my Artistic Salad, filled with creativity, beauty, joie de vivre, passion and tools for creative minds.

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