The koan of the family and solution

the koan of the family, or how to live happily between the absurd and the paradox, how to survive and do some shopping therapy, and in case of extended family, such as ward off a future serial killer.

There was a movie, Parents snakes, not by chance, in fact, if you have called so you see that the problem is widespread. Koan is a riddle, Zen teaching, without an answer, the koan of the family is definitely an enigma, a mystery and a teaching, first of all the patience, do not forget the self-defense, because the best is usually stabbing come to dessert, between a smile and a I “you can pass the sugar”? In many years of empirical study on the field I was able to gather a data store can open a new gill of knowledge, the famigliologia.

In time, my knowledge it was possible to enrich observing components of the families of the engaged couple, and thus widen the repertoire, ranging in different geographical areas and subcultures. But that’s not all, I was able to collect a lot of data that demonstrate how the absurd, the paradox, the knife devious are an intrinsic part of the parental life, touching the tips when it comes to extended families. There is a fairly large literature on mother in law, (unfortunately after the workshops for victims of bullying, victims of war should open one for the victims of the in-law) and if there means that many were able to taste the joys of this neighborhood, but there are also first studies of extended families and the various roles that this new arrangement requires. The blog of stepmothers Rossella Calabrò is a real masterpiece of this branch of knowledge. The stepmother is now a classic, an evergreen. Stepmother is the second wife of the man who has children. Stepmothers in fairy tales are tremendous. However, if you look historically and especially studying a source of knowledge indisputable as the film “Snow White and the Huntsman”, he get to stand on the side of the Stepmother, at least for the clothes, because the bad guys always have the best outfits. For an artist family we say is a nice break Koan, as an aggravating I am an artist still alive, I survived, and so if you did not kill me the damn artist clichés do not know it but c ‘is the family. Then the range of nuances of instruments to resist the plague 10, (or 11? I do not know maybe true for two or is at par with the locusts), the family, might range from “I’m a fake Bagarozzo dead”, to “nothing to do nothing to undo “to something in the Collector of bones” style “. And here we come to the point what I can recommend to those who like me, the family breaks the Koan? First of all it needs a space to hole, a space where you say “Arimo” magic word, which in boys games guaranteed the security, otherwise I revived. A course in painting, or pottery but not wave your first masterpieces to relatives, I saw crowds of young talent decimated by the comments to the caustic soda of loved ones, a holocaust. I have survived to the comments of my beloved mother just becoming borderline, you see you, then has the nerve to tell me I’m crazy. Second, in addition to a space to nourish the soul with the advice art shopping ALONE, without relatives, wives, girlfriends, children, husbands, shopping for yourself, yes, something beautiful, something that makes you feel cool. Without saying anything to anyone. Finally for the problem of the serial killer, and here I confess outing, I’m working, it is a temptation too, too strong.

 

il koan della famiglia, ovvero come vivere felici tra l’assurdo e il paradosso, come sopravvivere e fare dello shopping una terapia, e in caso di famiglia allargata, come scongiurare un futuro da serial killer.

C’era un film, Parenti serpenti, non a caso, infatti se lo hanno intitolato così si vede che la problematica è diffusa. Koan è un indovinello, insegnamento zen, senza una risposta, il koan della famiglia è sicuramente un enigma, un mistero e un insegnamento, primo fra tutti la santa pazienza, non dimentichiamo l’autodifesa, perchè le migliori coltellate di solito arrivano al dolce, tra un sorriso e un mi “puoi passare lo zucchero”? In tanti anni di studio empirico sul campo ho avuto modo di raccogliere un archivio di dati da poter aprire una nuova branchia del sapere, la famigliologia.
Col tempo il mio sapere si è potuto arricchire osservando componenti delle famiglie dei fidanzati, e allargare così il repertorio, spaziando in diverse aree geografiche e sottoculture. Ma non è tutto qui, ho potuto raccogliere numerosi dati che testimoniano come l’assurdo, il paradosso, la coltellata subdola siano parte intrinseca della vita parentale, toccando gli apici quando si tratta delle famiglie allargate. Esiste una piuttosto ampia letteratura sulle suocere, (purtoppo dopo i laboratori per le vittime di bullismo, vittime di guerra dovrebbero aprirne uno per le vittime delle suocere) e se esiste significa che molti hanno potuto gustare le gioie di tale vicinanza, ma esistono anche i primi studi sulle famiglie allargate e sui vari ruoli che questo nuovo assetto richiede. Il blog delle matrigne di Rossella Calabrò è un vero capolavoro di questa branchia del sapere.  La matrigna è ormai un classico, un evergreen. Matrigna è la seconda moglie dell’uomo che ha dei figli. Nelle fiabe le Matrigne sono tremende. Tuttavia se si guarda storicamente e soprattutto si studia una fonte di sapere incontestabile come il film “Biancaneve e il cacciatore”, si inizia a stare dalla parte della Matrigna, almeno per i vestiti, perchè i cattivi hanno sempre gli outfit migliori. Per un artista la famiglia diciamo rappresenta una bella rottura di Koan, come aggravante io sono un’artista ancora viva, sono sopravissuta, e quindi se non mi ha ucciso il clichè dell’artista maledetto non lo sapete ma c’ è la famiglia. Allora la gamma delle sfumature degli strumenti per resistere alla 10 piaga, (o la 11? non saprei magari vale per due o è al pari con le locuste), la famiglia, potrebbe spaziare tra “faccio il finto bagarozzo morto”, a “nulla da fare nulla da disfare” a qualcosa in stile “il Collezionista d’ossa”. E qui arriviamo al punto cosa posso consigliare a quelli che come me, la famiglia rompe i Koan? Primo fra tutti ci vuole uno spazio dove rintanarsi, uno spazio dove dire “Arimo”parola magica, che nei giochi di ragazzi garantiva la sicurezza, altrimenti mi rianimano. Un corso di pittura, o di ceramica ma non fate vedere i vostri primi capolavori ai parenti, ho visto schiere di giovani talenti falcidiate dai commenti alla soda caustica dei propri cari, un olocausto. Io sono sopravissuta ai commenti della mia amata madre solo diventando borderline, vedete voi, poi ha il coraggio di dirmi che sto fuori di testa. Secondo, oltre ad uno spazio per nutrire l’anima con l’arte consiglio dello shopping DA SOLI, senza parenti, mogli, amiche, figli, mariti, shopping per se stessi, si, qualcosa di bello, qualcosa che vi faccia sentire cool. Senza dire niente a NESSUNO. Infine per il problema del serial killer, confesso e qui faccio outing, ci sto lavorando, è una tentazione ancora  troppo, troppo forte.

manuelametra

I am an Artist, located in Italy, the country of Art and Dolce Vita, I am specialized in art laboratories: ceramic and painting, helping people to meet the creative side of life, and helping creative entrepreneurs and companies with branding through my artworks with a dash of clean style to capture the harmony of life. I also work in Hospitals with ceramic therapy laboratory for children. This blog is my Artistic Salad, filled with creativity, beauty, joie de vivre, passion and tools for creative minds.

Find me on: Web

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.