Da qualche parte dentro l’arcobaleno

Durante le vacanze si ha più tempo da dedicare a se stessi, almeno in apparenza, infatti, la famiglia riunita diviene una vorace divinità in cerca di tributi da parte dei vari componenti, i sacrifici offerti non sembrano saziare la sete di attenzione, le dinamiche restano lì esattamente dove le avevamo lasciate in nome del lavoro e cullate dalla soporifera routine. I nodi, come si dice, vengono al pettine. Per questo però esistono analisti, terapeuti, fior fiore di professionisti, i fiori di bach e tutto il resto. Il mio mestiere invece è tenere viva la creatività, la visione artistica anche in momenti subdolamente ritenuti salvifici come le tanto agognate vacanze. I figli sono presenti ovviamente tutto il giorno, animati da un’incredibile voglia di fare qualcosa, esplorare, raccontare, coinvolgere, saltare, zompettare… i mariti staccano la spina, si spalmano su qualsiasi superficie orizzontale, lettino, prato, spiaggia, sasso e diventano sorprendentemente sordi, ciechi, privati dei cinque sensi meno “uno”. Lo stato di catalessi infatti si interrompe solo per momenti di richiamo della foresta, al  richiamo della natura la femmina non ha più pace…..Allora, ho pensato di ritagliare un posto da qualche parte dentro l’arcobaleno per mantenere viva la  visione artistica. L’arcobaleno è una bella immagine, ricca di spunti che vanno dal Mago di Oz alla simbologia del numero 7, numero per eccellenza che rappresenta il processo artistico. 7 colori, 7 note, 7 giorni, 7 vedete voi, troverete molte cose che hanno il 7 e racchiudono in sé la possibilità di evolversi, crescere, trasformarsi. Così da qualche parte dentro l’arcobaleno ho pensato di allestire un angolo per se stessi. La possibilità di trasformazione richiede una domanda e una volontà, metamorfosi significa stare sulle linee degli incroci, punti di forza e punti di pericolo, uscire dalla zona di confort e sfidare le proprie paure. Alla fine una doccia di rinnovamento farà venire alla luce il nuovo. Come fare del processo artististico una pratica? Come mantenerlo vivo?

Prima di tutto è necessario fare una sorta di contratto con se stessi:

Conditio sine qua non:

  1. Desiderare, volere mantenere viva la parte artistica e creativa
  2. Chiedere mentalmente a se stessi di prendere questo impegno e prendersene cura tutti i giorni
  3. Assumersi personalmente l’impegno di occuparsi della propria parte creativa, senza incolpare gli altri, il passato, la sorte.

Art process 7 steps:

  1. Il sacro vuoto. E’ necessario abbattere i pregiudizi, mettere in discussione i luoghi comuni, fare spazio. Tante cose che si dicono e che si pensano sono il frutto di sentito dire, non di reale convinzione. Sganciare questo fardello, creare lo spazio perché il vuoto possa respirare. Mettere a tacere il giudizio.
  2. Metamorfosi. Tutto scorre, tutto è in continuo movimento, prima si comprende questa semplice realtà, prima sarà possibile allinearsi con quella parte di noi che desidera crescere, evolversi, trasformarsi.
  3. Ascolto. Ascoltare la parte di se’ che comunica con noi costantemente, ma non a livello razionale, più propriamente emozionale. Questa parte ci parla con sensazioni, immagini, emozioni, intuizioni. Questo è il nostro sistema di orientamento, un navigatore che non sbaglia mai.
  4. Ricerca. Ricercare come pratica per tutta la vita, cercare cose nuove, cosa piace, cosa interessa, cosa emoziona, esplorare, leggere, studiare, allargare gli orizzonti, sperimentare, iscriversi a corsi, fare i principianti. Creare uno spazio protetto ( al corso di cucina, fotografia, danza etc) in cui permettersi l’errore, l’errore è alla base della crescita.
  5. Lo spazio. Ritagliarsi uno spazio fisico in casa, sia pure uno scaffale, una mensola, un tavolino, il metro quadro sacro. Questo spazio deve essere preservato, corrisponde alla vostra parte artistica/creativa. In questo metro quadro mettete gli oggetti del vostro hobby, quello che vi diverte, vi piace, vi dà felicità. Sarà uno spazio sempre in evoluzione e sempre nel caos.
  6. Divertimento. E’ fondamentale divertirsi, ridere, avere autoironia e senso dell’umorismo. Trovare film che mettano il buon umore, compagnie con cui trascorrere momenti di gioia, fare cose che diano felicità, comprare dvd che facciano ridere, coltivare il senso dell’umorismo, e la capacità di ridere di se stessi.
  7. To be. Essere ora. Ogni giorno permettere a se stessi di essere ciò che si è diventati. Accettare il proprio cambiamento. Se negli ultimi anni amavate la montagna e ora il mare, bene siate quello che  il cambiamento vi ha portato ad essere.

Ci vediamo da qualche parte dentro l’arcobaleno.

manuelametra
manuelametra

Sono un’ Artista, vivo in Italia, il paese dell’ Arte e della Dolce Vita, sono specializzata in laboratori artistici. Aiuto le persone a incontrare il lato creativo dell’esistenza e aiuto imprenditori creativi e aziende a catturare l’armonia della vita attraverso le mie opere, con uno stile essenziale ed elegante. Lavoro con l’argilla anche negli Ospedali attraverso laboratori di arteterapia per bambini. Questo blog è la mia Insalata Artistica, piena di creatività, bellezza, gioia di vivere, passione e strumenti per menti creative.

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