I dettagli che sfuggono

I dettagli che sfuggono
I dettagli che sfuggono Wabi Sabi Table

Ricordo con una certa nitidezza che i migliori momenti trascorsi intorno ad una tavola erano rappresentati da qualche dettaglio che sottraeva il pranzo o la cena, eventi per me abbastanza noiosi come cosa in sé, alla loro routine attraverso un dettaglio non convenzionale: nella migliore delle ipotesi un’eccentricità, nella peggiore un vero e proprio errore.  Posso dire che le tavole imperfette sono sicuramente le più interessanti, a condizione che la scelta  di rompere la regola sia consapevole, o in caso contrario che l’artefice sia quantomeno equipaggiato di gusto e senso estetico veramente ineccepibili. E’ chiaro che mi sto riferendo ai pranzi di famiglia, ed è altrettanto evidente che siamo oltre le buone maniere, addentro in un quotidiano che si intreccia con tradizione, riti e un lessico da tavola famigliare. Le tavole più interessanti sono quelle profondamente caratterizzate dalla padrona di casa, sia per i colori scelti, sia per il menù, fino poi ad arrivare alla conversazione. Le eccentricità nella mia famiglia si sprecano, andando dagli estremi del formalismo, quanto poi realmente rispondente al vero vi lasco immaginare, agli estremi opposti di un’anarchia a tratti organizzata. Ho potuto godere sia della tradizione della cucina francese in quanto per metà la famiglia viene da lì,  sia della tradizione della cucina italiana, inerente l’altro ramo della famiglia. Quindi è assolutamente normale per me sentirmi a casa con del foie gras, ratatouille, soup d’oignon, creme brulèe, flan Parisien come con il caciucco, il risotto e il tiramisù. Di mio ho sviluppato poi un amore per i dolci americani e quindi in questo crogiolo di sapori ho potuto maturare una coscienza della tavola e un gusto del tutto personali. Alle tovaglie di fiandra perfettamente inamidate si alternavano tovaglie colorate e decisamente informali. All’argenteria, posate scompagnate. Ora come allora è in dettaglio che sfugge alla coerenza ad attirare la mia attenzione, a rendere più interessante il pranzo. Le tavole che preferisco sono quelle ricche di poesia e calore, dove l’armonia e il piacere di incontrarsi vengono al primo posto. L’estetica che, nel mio caso è dettata da una certa noncurante eleganza, è parte fondamentale per accompagnare il piacere di un momento insieme.

manuelametra
manuelametra

Sono un’ Artista, vivo in Italia, il paese dell’ Arte e della Dolce Vita, sono innamorata della ceramica wabi sabi. Sono specializzata in laboratori artistici. Aiuto le persone a incontrare il lato creativo dell’esistenza e aiuto imprenditori creativi e aziende a catturare l’armonia della vita attraverso le mie opere, con uno stile essenziale ed elegante. Lavoro con l’argilla anche negli Ospedali attraverso laboratori di arteterapia per bambini. Questo blog è la mia Insalata Artistica, piena di creatività, bellezza, gioia di vivere, passione e strumenti per menti creative.

Find me on: Web

Tavole estive

Tavole Estive
Tavole Estive

L’estate è arrivata, si sente nell’aria, per quanto quest’anno si sia affacciata più silenziosamente e timidamente del consueto.

Dopo il lock down abbiamo ripreso le nostre abitudini, ma non completamente, con alcuni accorgimenti. In questo clima un po’ sospeso tra prudenza e libertà la luce estiva e il richiamo dell’estate si fanno comunque sentire. Sono i profumi, i colori e i piatti che cuciniamo possibilmente senza accendere i fornelli a ricordarci dei riti estivi. Per me l’estate è caratterizzata dal profumo dei peperoni alla griglia, dalla ratatouille, da insalate come la niçoise, dalle colazioni all’aperto che si protraggono con lenta consapevolezza per scivolare poi con nonchalance in un light lunch.

Le cene diventano il prolungamento naturale dell’aperitivo. Nel mio rituale estivo sento che anche la tavola vira verso colori e tessuti in linea con queste emozioni e con la possibilità di vivere con leggerezza, senza regole fisse che altri momenti dell’anno impongono. L’estate è libertà. La ciotola raccoglie spontaneamente insalate così come paste fredde e colazioni, il piatto ampio si adatta perfettamente al piatto unico e anche ad una certa necessità di muoversi. Siamo un po’ tutti più gipsy in estate: si cena sul terrazzo, a volte sul divano. Sono tavole estive per creare nuovi ricordi felici insieme.

Materiali ruvidi, colori che sfumano nel blu e nell’indaco, ceramiche eclettiche abbinate sono la scelta che accompagna meglio questa voglia di libertà, sia sulla spiaggia, sia sul terrazzo o su un divano.

manuelametra
manuelametra

Sono un’ Artista, vivo in Italia, il paese dell’ Arte e della Dolce Vita, sono innamorata della ceramica wabi sabi. Sono specializzata in laboratori artistici. Aiuto le persone a incontrare il lato creativo dell’esistenza e aiuto imprenditori creativi e aziende a catturare l’armonia della vita attraverso le mie opere, con uno stile essenziale ed elegante. Lavoro con l’argilla anche negli Ospedali attraverso laboratori di arteterapia per bambini. Questo blog è la mia Insalata Artistica, piena di creatività, bellezza, gioia di vivere, passione e strumenti per menti creative.

Find me on: Web

Cambiamento o trasformazione?

Cambiamento

In questo periodo di lockdown inevitabilmente le nostre abitudini sono in parte cambiate. Stiamo affrontando una pandemia, qualcosa che, possiamo dirlo con una certa sicurezza, non è certo un evento che capiti tutti i giorni. Questa situazione di isolamento ci sta portando a stabilire contatti sociali attraverso le videochiamate, ci sta portando a riappropriarci del tempo e di un rapporto con noi stessi. Per chi vive da solo è un’occasione per stare in compagnia di sé stessi e ascoltare la propria voce interiore senza interferenze. Per chi invece vive l’isolamento insieme alla propria famiglia è l’occasione senza precedenti di vivere intere giornate osservando figli e partner sotto una luce diversa. Quando mai ci ricapiterà?

Ecco che nell’intervallo forzato del lockdown si crea uno spazio di vuoto dal quale qualcuno cerca di fuggire, ma che per qualcun altro è l’occasione di reinventarsi, di riflettere, fare il bilancio per poter, forse, operare un cambiamento.

Cambiamento o trasformazione?

Il cambiamento è qualcosa che potrebbe non avere necessariamente un legame con il passato, potrebbe essere improvviso, come un colpo di testa, oppure essere più pensato, meditato. In questo caso comporta una trasformazione profonda, che ha sicuramente un rapporto con il passato, ma che trasformandolo conduce ad un esito differente. Un po’ come per il bruco e la farfalla.  Il cambiamento, dettato spesso da un improvviso variare dei parametri che ci circondano, potrebbe riportarci allo status quo nel momento in cui i parametri ritornano quelli di prima. Chi durante questi mesi sta riflettendo su un possibile cambio di lavoro deve poi tenere conto anche che, nel momento in cui la vita ripartirà, questo entusiasmo potrebbe affievolirsi.
I cambiamenti profondi affinché possano mettere radici devono avere in sé la capacità di trasformazione. Questa è l’essenza della visione artistica, così come del mio lavoro, sia di ricerca personale, sia come terapeuta, e innegabilmente implica coraggio, per poter lasciare il conosciuto e andare verso il futuro in una continua, quanto inevitabile, trasformazione.

manuelametra
manuelametra

Sono un’ Artista, vivo in Italia, il paese dell’ Arte e della Dolce Vita, sono innamorata della ceramica wabi sabi. Sono specializzata in laboratori artistici. Aiuto le persone a incontrare il lato creativo dell’esistenza e aiuto imprenditori creativi e aziende a catturare l’armonia della vita attraverso le mie opere, con uno stile essenziale ed elegante. Lavoro con l’argilla anche negli Ospedali attraverso laboratori di arteterapia per bambini. Questo blog è la mia Insalata Artistica, piena di creatività, bellezza, gioia di vivere, passione e strumenti per menti creative.

Find me on: Web

Working from home: come lavorare da casa se non l’hai mai fatto prima

Working from homeWorking from home

In questi giorni lavorare da casa sta diventando  una necessità per tutti, ho pensato quindi di scrivere un post perché mi sono resa conto che non è semplice o immediato riuscire a convertire un lavoro fatto normalmente fuori casa nel lavorare da casa. Ma con pochi accorgimenti quello che potrebbe sembrare complicato può trasformarsi in un’opportunità.

Vivere tutto il giorno in pigiama potrebbe essere una tentazione quando lavori da casa, ma il fatto che non incontrerai persone faccia a faccia non fornisce una valida scusa per trascurare la cura di te stesso. Ma WFH – Working From Home, lavorare da casa, – ti dà la possibilità di indossare abiti più casual che in ufficio e anche la possibilità di indossare capi mai indossati prima. Comunque sia, ci sono buone regole per avere un bell’aspetto quando si lavora da casa.

In primo luogo, la parola casual non significa che le docce e il trucco siano opzionali o che tu possa indossare la stessa camicetta per un mese: un abito elegante ti consente di sentirti a tuo agio in ogni circostanza ed è sempre una buona idea essere vestiti correttamente davanti alla telecamera, piuttosto che chiedere più tempo per prepararsi.

In secondo luogo, è meglio non lavorare dal letto o sul divano, al fine di organizzare uno spazio adeguato, sia fisico che mentale: essere tra i membri della tua famiglia, così come il set informale, potrebbe distrarti, quindi è della massima importanza per iniziare la giornata fare come se fossi in un vero ufficio.

Al terzo posto, organizza il tuo tempo, dandoti i programmi e non sottovalutare il carico di lavoro: anche se WHF ti fa risparmiare qualche ora, potresti dover fare delle pulizie extra (impreviste).
La cosa più importante è organizzare lo spazio e il tempo ed essere preparati come se dovessi andare in ufficio. Alla fine si può certamente affermare che lavorare in remoto ha aspetti positivi: ad esempio @wfhfits, un account Instagram creato dai redattori di moda di Londra e New York (è assolutamente approvato dalla moda), ha accumulato più di 10800 follower, in rapida crescita, da quando è avvenuto il suo lancio, due settimane fa. Attraverso questo account, stilisti ed editori provenienti da tutto il mondo pubblicano fotografie di outfit adeguati per lavorare da casa.

 

Fonti

TeleworkEmployer, 6 Power dressing tips for remote workers(2015)

Chandramouli, Devishobha, 10 Essentials to Master Being A Remote Worker(2016)

Egan, John, 10 tips for telecommuting success(2017)

Goff-Dupont, Sarah, Working remotely from home here what we learned, (2018)

Lock, Cheril,  5 wardrobe  tips when you are working remotely(2018)

DePaul, Kristi, Optimize your remote work wardrobe, (2018)

Libsyn, What not to wear when working remote, (2019)

Lawrie, Eleanor & Parry, Sara, Five ways to work well from home, (2020)

Miller, Jen A., How to work from home if you’ve  never done it before, (2020)

Mariott, Hannah, Work From Home Fashion is a dressing gown and underpants the best option?, (2020)

Kale, Sirin, Working from home? Video conference call tips for the self-isolating, (2020)

Popomaronis, Tom, Don’t make these biggest mistakes if you are working from home, says guy who’s done it for 10 years,  (2020)

Vasel, Kathrin, The rules for teleconferencing at home,  (2020)

manuelametra
manuelametra

Sono un’ Artista, vivo in Italia, il paese dell’ Arte e della Dolce Vita, sono innamorata della ceramica wabi sabi. Sono specializzata in laboratori artistici. Aiuto le persone a incontrare il lato creativo dell’esistenza e aiuto imprenditori creativi e aziende a catturare l’armonia della vita attraverso le mie opere, con uno stile essenziale ed elegante. Lavoro con l’argilla anche negli Ospedali attraverso laboratori di arteterapia per bambini. Questo blog è la mia Insalata Artistica, piena di creatività, bellezza, gioia di vivere, passione e strumenti per menti creative.

Find me on: Web

Grandi Aspettative

Grandi Aspettative
Wabi Sabi Ceramics

Gennaio è un mese diviso a metà tra riflessioni sull’anno passato e piani per il futuro; porta con sè l’idea del nuovo inizio, promesse per i prossimi mesi e l’entusiasmo mescolato alla malinconia delle giornate fredde e corte. La possibilità di decidere qualcosa per i prossimi mesi, di gettare uno sguardo d’insieme però è davvero confortante, mi carica sempre di grandi aspettative. E’ il momento ideale per iniziare qualcosa, come un corso, cambiare abitudini, fare piani che possono abbracciare l’arco temporale di 12 mesi e passare così attraverso le stagioni. Non credo ai buoni propositi ma nei progetti e soprattutto in quello che riesce a rendermi felice. L’aspettativa è una parte importante, legata di solito alle cose belle che attendiamo. Ti auguro quindi una partenza con grandi aspettative!

Immaginazione

Ogni tipo di progetto ha una parte che nasce da un’idea, l’idea va cullata e tenuta al buio, come un seme sotto la terra, la nascita e la possibilità di radicare non è scontata, è un momento delicato che va preservato da eventuali interventi esterni. In questa fase di silenzio le idee possono mettere radici. E in questa fase inizia anche ad esserci un germoglio di aspettativa. Riesco ad immaginare quello che succederà, come diventerà il mio progetto? Come crescerà, che tipo di strada prenderà?
L’immaginazione è quindi la prima parte, quella che dà l’avvio al progetto,  senza la quale non si realizzerà un progetto organico. L’aspettativa è parte di questo momento e deve continuare ad accampagnarlo senza venir meno è fiducia.

Saper esprimere e rappresentare

È la fase seguente, il progetto, da un piano ideale e immaginativo inizia a vestirsi e a incarnarsi, per farlo richiama la necessità di esprimere e rappresentare la sua natura. E’ un passo ulteriore e come il precedente deve essere portato avanti in modo individuale. In questa fase è importante trovare immagini che esprimano e arricchiscano l’idea iniziale, senza limitarla. Non servono definizioni o contorni, ma immagini e, rappresentazioni. Qual è il colore dell’idea?Che rappresentazione ha? E’ un processo interiore articolato che si avvale ancora dell’eco della forza immaginativa.

Comunicare in forma scritta

Arriva il momento, quando le fasi precedenti sono mature, in cui il progetto va comunicato in forma scritta. Questo passaggio è un ulteriore fase di incarnazione dell’idea. Nella parola scritta devono essere convogliate le fasi precedenti, verranno alla luce nero su bianco. Sono ancora io col mio progetto, ma inizia ad aprirsi una finestra verso l’esterno. Nella fase della comunicazione in forma scritta in modo organico e fluido si delineano ulteriori aspetti del progetto che intendo realizzare. La prima stesura, per quanto mi riguarda è di pancia, seguo l’ispirazione delle fasi precedenti e, solo in seguito la rivedo, la rifinisco. Del resto, l’ispirazione, l’immaginazione, la rappresentazione hanno una componente fluida che non deve essere bloccata, anzi, deve essere mantenuta viva in tutte le fasi del progetto.

Condivisione

Ora è il momento di condividere il progetto parlandone a voce alta, raccontando, questo è il momento degli incontri, delle riunioni, una fase mercuriale in cui potrebbe venire in mente di contattare una persona che non si conosce, o che si è persa di vista. Anche in questo caso è necessario seguire l’intuito e, mantenere l’integrità del progetto.

Conti e risorse

Affinchè il progetto possa andare con le proprie gambe per il mondo è necessario fare conti e sapere su quali risorse posso contare. Le risorse sono fondamentali, sotto questo cappello raccolgo sia le relazioni che possono contribuire, sia le competenze che mi vengono messe a disposizione sia i fondi. Questa fase è un po’ un punto della situazione, può modificare il ritmo del progetto, in assenza di risorse è necessario rallentare ad esempio.

Scegliere e valutare

E’ la fase di discernimento dei dati raccolti, serve a capire come concretizzare il lavoro fatto in precedenza. In questo momento, per la salvaguardia del progetto potrebbe essere necessario eliminare qualcosa: Cosa tengo? Cosa elimino? Domande e decisioni sono parte fondamentale. Il tempo è una componente importante, che può indirizzarci verso una scelta o un’altra. Qual è il cuore del progetto? Cosa ha a che fare con me? Rispondendo a queste domande riesco ad andare avanti.

Mantenere ed evolvere

L’ultima fase, riguarda la vita del progetto  che ho avuto la forza di portare sulla terra, ogni progetto ha un un carattere, un suo colore, un suo ritmo. Richiede cura, mantenimento e, la capacità di evolvere e generare. Nel tempo il progetto se sano si trasforma e verrà arricchito dall’esterno. Grandi aspettative accompagnano grandi progetti…..

manuelametra
manuelametra

Sono un’ Artista, vivo in Italia, il paese dell’ Arte e della Dolce Vita, sono innamorata della ceramica wabi sabi. Sono specializzata in laboratori artistici. Aiuto le persone a incontrare il lato creativo dell’esistenza e aiuto imprenditori creativi e aziende a catturare l’armonia della vita attraverso le mie opere, con uno stile essenziale ed elegante. Lavoro con l’argilla anche negli Ospedali attraverso laboratori di arteterapia per bambini. Questo blog è la mia Insalata Artistica, piena di creatività, bellezza, gioia di vivere, passione e strumenti per menti creative.

Find me on: Web